I praticanti abituali degli sport di corsa, in particolare quelli delle lunghe distanze, conoscono bene quanto sia facile andare incontro ad un infortunio. Dati recenti suggeriscono che circa il 79% dei runners subisce un infortunio (inteso come un qualsiasi problema muscolo-scheletrico che costringa ad una settimana o più di stop dell’attività) almeno una volta durante la “carriera sportiva”.

CAUSE E FATTORI CONTRIBUENTI

  • Fattori strutturali
  • Disfunzioni del Movimento
  • Stress sui tessuti
  • Fattori Chimico-Organici
  • Impatti
  • Progressione del Carico

PERCHE’ CI SI INFORTUNA? New Runner – corre da meno di tre anni

  • Errori nel programma d’allenamento iniziale.
  • Disfunzioni di movimento e meccanica di corsa scorretta.
  • Stile di vita sedentario –mancanza di forza/elasticità.

PERCHE’ CI SI INFORTUNA? Current Runner – più di tre anni di esperienza

Un cambiamento Acuto

  1. Scarpe
  2. Distanza/velocità/intensità
  3. Superfici

Disfunzioni di movimento e meccanica di corsa scorretta.

Per quanto riguarda le scarpe, deve essere in grado di “stabilizzare il piede” e favorire il miglior ammortizzamento possibile in relazione al peso.

Tuttavia diversi studi hanno dimostrato che l’ammortizzazione degli impatti nella corsa dipende solo in minima parte dalla calzatura, mentre è fondamentale la posizione e la dinamica con cui piede e caviglia arrivano al contatto al suolo, oltre all’efficienza delle catene cinetiche dell’arto inferiore. Tuttavia un certo grado di ammortizzazione serve a migliorare il confort e a dissipare una certa quota di vibrazioni traumatiche per i tendini.

Esiste in letteratura una certa evidenza che alcuni fattori cinematici legati a numero dei passi al minuto, spostamento verticale, tipo di appoggio e strategie di carico siano legati ad un maggior rischio di infortuni in chi pratica endurance running.

Idealmente un soggetto dovrebbe correre con una cadenza molto vicina ai 90 passi al minuto oppure ai 180 appoggi al minuto.

INFORTUNI PIU’ FREQUENTI NEL RUNNER                                                        

INFORTUNI AL GINOCCHIO

Il ginocchio è l’articolazione più colpita nello sport della corsa. I motivi sono prevalentemente biomeccanici.
Il 42,1% degli infortuni dei runner riguarda il ginocchio, percentuale nettamente maggiore agli altri distretti corporei.

  • TENDINOPATIA FEMORO-ROTULEA

Il classico ginocchio del corridore. In questo caso parliamo di tendinopatia del tendine rotuleo. Un tendine in continuità con le inserzioni tendinee del quadricipite femorale che va a inserirsi poco sotto la rotula in un punto della tibia chiamato tuberosità tibiale.

Il dolore si presenta anteriormente al ginocchio proprio al di sotto della rotula e fino alla sua inserzione tibiale.

  • SINDROME DELLA BANDELLETTA ILEO-TIBIALE

La bandelletta ileo-tibiale è in continuità con un muscolo biarticolare chiamato tensore della fascia lata. Origina dalla parte laterale dell’anca e si inserisce sulla superficie laterale della tibia.

Ha una funzione di contenzione e dissipazione delle forze in una posizione ortostatica (in piedi). Aderendo strettamente alla parte laterale del ginocchio e non avendo una reale funzione contrattile e di movimento, è possibile che una errata distribuzione dei carichi (corsa errata, scarpe sbagliate) oppure un sovraccarico possano andare a creare una tensione nella parte finale e inserzionale del tensore della fascia lata, la bandelletta ileo tibiale.

INFORTUNI ALLA CAVIGLIA E AL PIEDE

Statisticamente leggermente inferiori rispetto al ginocchio ma comunque occupano una fetta importante delle percentuali di distribuzione degli infortuni nella corsa. Piede o caviglia 20% dei casi e tallone o polpaccio 6,4%.

  • TENDINOPATIA DEL TENDINE D’ACHILLE

La tendinopatia del tendine di Achille è una vera e propria sfida per i terapisti. Diffusa prevalentemente tra gli amatori di 40-55 anni negli sport dove sia richiesto correre.

L’intervento conservativo deve essere immediato. Secondo le ricerche, il trattamento conservativo più efficace è un protocollo di esercizi eccentrici specifico per il tendine di Achille.

  • DISTORSIONE DI CAVIGLIA

Secondo le pubblicazioni scientifiche il 25% delle persone che ha subito una “semplice” distorsione riferisce dolore e sensazione di instabilità per oltre 6 mesi dopo l’infortunio. A peggiorare il quadro clinico è l’elevata frequenza di recidive negli anni successivi.

In questo caso è fondamentale una terapia di recupero e prevenzione nei mesi successivi.

  • FASCITE PLANTARE

Il dolore si avverte solitamente sull’inserzione della fascia plantare, nella parte anteriore del tallone. Peggiora durante la camminata e nei casi più gravi impedisce l’appoggio del piede. Il dolore aumenta durante i primi passi dopo un riposo prolungato e durante la stazione eretta, anche senza camminare.

La buona notizia della fascite plantare è che ha tendenzialmente un decorso molto positivo se trattata già dalle prime fasi. La cattiva notizia è che i periodi di risoluzione dell’infiammazione possono durare per diversi mesi.

INFORTUNI MUSCOLARI

La contrattura muscolare che può verificarsi dopo uno sforzo intenso o poco riscaldamento e dà l’impressione di avere un ‘cordone’ all’interno del muscolo. Solitamente il sintomo scompare dopo pochi giorni, con l’aiuto di uscite blande, riposo e fisioterapia, ma ogni caso è a sé.

Problema più serio quando si tratta di stiramenti muscolari, cioè quando il muscolo subisce una vera e propria lesione, i tempi di recupero si allungano ed è opportuno procedere seguendo un corretto iter post infortunio.

QUINDI COSA E’ NECESSARIO VALUTARE in caso di infortunio?

  • Storia dell’infortunio e situazione attuale, indagine strumentale.
  • Volume e intensità d’allenamento, numero di gare.
  • Utilizzo di scarpe, solette, ortesi.
  • Situazione di stress fisico.
  • C’è stato un cambiamento acuto che può essere messo in associazione con il tipo di infortunio.
  • Può essere sufficiente riposare e nel frattempo rimuovere il fattore scatenante.
  • Affidarsi ad un Fisioterapista o Medico per una corretta Valutazione del Problema.

VALUTAZIONE DEL TESSUTO MUSCOLO-SCHELETRICO:

  • Test muscolari di forza.
  • Test muscolari per la rigidità.
  • Test di elasticità.

DISFUNZIONI DI MOVIMENTO DEI PATTERN MOTORI DELLA CORSA:

  • Andature di corsa.
  • Corsa su tapis-roulant o su terreno.
  • Eventualmente cambi di direzione, salita, discesa.

Un consiglio immediato che posso darvi è quello di non correre con i “paraocchi”, educate voi stessi ad ascoltare il vostro corpo. Un intervento mirato e immediato durante la fase iniziale del problema potrebbe risolvere la situazione in tempi molto brevi, sicuramente più brevi di un problema lasciato aggravarsi.

La prevenzione degli infortuni deve rientrare tra le priorità dello sportivo.

In caso di infortuni sportivi il fisioterapista mette a disposizione le tecniche riabilitative che attualmente garantiscono i migliori risultati in termini di recupero e consulenze per consentirti il rapido ritorno all’attività che ti appassiona.

Runner injury
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